Australia 2011: Il pesce rosso e l'oceano
La cosa che più mi ha impressionato dell'Australia è sicuramente la qualità della vita, specialmente a Melbourne.
Una città che ti permette di eliminare (o quasi) lo stress quotidiano, che ti da la possibilità di lavorare per vivere e non il contrario, che mette a disposizioni strutture e ambienti perfetti per chiunque, dai parchi alle piazze, dai treni alle bicilette, dai musei alle spiaggie.
Le persone per strada sono disponibilissime. Il chiedere informazioni si trasforma da momento di imbarazzo a momento di piacere che quasi sempre finisce con una sana, amichevole e piacevole chiacchierata. Questo ti porta ovviamente a non sentirti mai troppo solo che non è proprio la miglior sensazione da provare quando sei dall'altra parte del mondo.
Appena tiri fuori la parola "Italia" tutti spalancano gli occhi e si interessano a quello che hai da dire, non perchè sono "italiani" dipendenti, ma perchè alla fine, gli australiani, sono un popolo geograficamente isolato dal mondo, e per questo lo "straniero" incuriosisce.
Il sistema di trasporto di Melbourne funziona davvero bene. Ci sono pochi punti che a mio parere dovrebbero sistemare per arrivare alla perfezione. Con un unico biglietto ho potuto prendere qualsiasi mezzo pubblico e andare da qualsiasi parte. Ho visto un paio di persone incavolarsi per 4 minuti di ritardo del treno... QUATTRO. Ridendo gli ho spiegato che a volte in Italia proprio non passano. A quel punto si son guardati e hanno riso con me. Proprio stamani mi sono informato per un abbonamento della CAP (Cooperativa Autotrasporti Pratese) mensile, e mi hanno detto che gli abbonamenti iniziano il primo del mese e finiscono l'ultimo giorno del mese. Dei geni. Così il mese da 30 giorni lo prendi in tasca, e di Febbraio è bene prendere la bici. Oltre a questo, se vuoi farti l'abbonamento da metà mese, sei costretto a pagare biglietti su biglietti. Una scelta a dir poco ridicola.
Ho avuto la possibilità di provare alcune cucine internazionali e qualche cosa di locale: il canguro. Eh sì gente, gli australiani si mangiano i canguri! E' un piatto particolare e a me non piaciuto. La carne la devi mangiare quasi cruda e piena di salsa per coprire il gusto "acceso" del canguro. Dice sia buono anche il coccodrillo, ma non ho avuto modo di provarlo. Le altre cucine sono state sensazionali: Giapponese, Thailandese, Nepalese, Indiano... di tutto un pò, e tutto ripeto tutto di altissima qualità.
La sensazione che hai quando vivi l'Australia è quella di essere "nel posto giusto", il posto dove tutti dovrebbero stare, dove tu sei lo studente al primo giorno di scuola e attorno a te ci sono gli studenti di quinta, esperti che viaggiano a duemila e tu li osservi con ammirazione. Sembra di essere lì per imparare e in effetti i primi giorni devi assimilare tantissime informazioni, come magari devi fare in Italia. La differenza è che in Italia devi imparare come non fartri fregare dal prossimo, lì devi imparare come integrarti in città e vi assicuro che farne solamente parte è una sensazione davvero fantastica.
Un mese in Australia penso sia la quantità giusta di tempo per mettersi in tasca un bel pò di considerazioni e sensazioni utili a farsi un bell'esame di coscienza. Vi assicuro che la parte più dura non è stata il partire alla volta di Milano, ma il vedere che razza di cultura abbiamo.
Volete un esempio? Aereoporto di Dubai. Ci sono circa 300 gates (ma forse anche di più) per l'imbarco dei passeggieri, ognuno diviso per destinazione. Li ho visti quasi tutti, ma l'unico che avesse una sala fumatori aperta e che "puzzava" di portacenere era quello diretto a Milano. Una stanza piena di italiani e cinesi a fumare con la nube che si diffondeva fuori dal gate. Maledettamente triste.
E' una questione di civiltà, di cultura, che noi non abbiamo e forse non avremo mai...
Avete presente il pesce rosso che vive la sua vita nella boccia ? E dice "ma quanto è bella la mia boccia... quanto son fortunato ad avere la mia boccia!". Poi un giorno lo buttano in mare, e dopo un mese lo rimettono nella palla.
Ecco, la sensazione è quella.

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