Corsica 2007 (29/07) - La partenza e l’arrivo a Bastia

Il giorno della partenza eravamo abbastanza impreparati. Ci siamo ritrovati a casa mia la sera prima (sera… erano le 02.00 del mattino!), dove abbiamo sistemato un po’ di cose e fatto i conti per quando partire. In pratica, per prendere in tempo il traghetto abbiamo messo la sveglia tipo alle 04.30 (dovevamo lasciare la macchina a Tirrenia da dei parenti disponibilissimi - grazie Alex, ti devo un favorone!).

Al risveglio (traumatico) abbiamo caricato tutto e siamo partiti alla volta di Livorno con sosta a Tirrenia.

Ero conscio del fatto che in una vacanza del genere i problemi sarebbero stati quasi all’ordine del giorno, ma non pensavo che potessero arrivare così presto… Avevamo l’imbarco alle 08.00 ed eravamo in forte ritardo a causa del fatto che mi ero semplicemente scordato di chiedere ai miei parenti l’indirizzo di dove lasciare la macchina. Si lo so, è da stupidi. Comunque siamo alla fine riusciti a lasciare il mezzo e, con una rapidità  nelle gambe mista a paura di perdere la nave dei sogni, ci siamo involati stile Coppi - Bartali verso il porto di Livorno. Siamo arrivati a pelo, tanto che un marinaio gentilissimo ed educatissimo ci ha urlato qualcosa tipo “Boia dè movetevi!!!!”.

Alla fine, esausti, sudati, impauriti e assonnati abbiamo preso posto sul traghetto, pronti ad iniziare l’avventura.

All’arrivo abbiamo subito parcheggiato le bici davanti al primo bar di Bastia che offriva pranzi veloci: una tana dalla quale uscivano delle ottime insalate corse. Un buon inizio.

Dopo aver placato il senso di fame siamo partiti e, come già  preannunciato, la fortuna non ha tardato ad andarsene, lasciandomi alla prima salita con le borse che reputavo essere saldamente legate la portapacchi, completamente spalmate sul manto stradale, il tutto contornato da una crisi isterica di Francesco che tanto rideva da quasi cascare dalla bici. A forza di bestemmie, con l’aiuto delle mitiche fascette che mi ero saggiamente portato dietro, sono riuscito a ripartire.

Appena ripartiti, ci siamo chiesti se effettivamente avevamo preso la strada giusta. Purtroppo, vuoi per fiducia o vuoi perché semplicemente non capivamo una mazza di francese, una dolce signora ci ha consigliato di non intraprendere quella strada ma di dirigersi verso un’altra direzione. Il problema è che non avevamo capito quale era la direzione da prendere. Sapete com’è la storia… 50 e 50. Abbiamo scelto ovviamente la strada sbagliata percorrendo dei buoni 7,8 km in salita sopra Bastia, allontanandoci dalla direzione giusta.
E’ stata una tragedia. Vedevamo i mostri ai bordi della strada. Sarà  stato il viaggio in traghetto, sarà  stata la notte quasi in bianco, sarà  stata la pedalata della mattina. Le gambe (almeno le mie) erano di pasta frolla tanto che più di una volta ci siamo fermati a riposare. Avevamo paura di aver fatto qualche errore di calcolo, considerando anche che stavamo percorrendo la tappa più breve del viaggio.
Fra l’altro, vicino a una santa fontana di acqua fredda, un vecchietto Corso, forse mosso a compassione, ci ha incitati dicendo che c’erano solo 2 salite prima del valico. Peccato che le salite erano di 3 km l’una… -_-